IL MODELLO SCARF
Questo modello racchiude 5 domini sociali, i quali rappresentano i bisogni fondamentali da soddisfare per sentirsi sicuri e motivati; le diverse situazioni possono dunque attivare risposte di ricompensa o di minaccia in ciascuno di questi domini; quando ad esempio percepiamo una situazione negativa, si innesca il circuito corrispondente della minaccia (con una conseguente risposta di lotta, fuga o evitamento), lo stesso che si attiverebbe in caso di un pericolo o dolore fisico. Al contrario, se uno di questi fattori viene soddisfatto, il cervello risponde con una sensazione di benessere ed emozioni positive, poiché si attiva il meccanismo della ricompensa, legato al circuito del rilascio di dopamina.
Questi stessi elementi sono quindi fondamentali nelle interazioni sociali e ci aiutano a determinare se chi abbiamo di fronte può rivelarsi un pericolo o un’opportunità.
1 – STATUS – SENTIRSI RISPETTATI E VALORIZZATI
Riguarda la percezione di importanza in un determinato contesto o gerarchia sociale. Se una persona percepisce un attacco al suo status, per esempio a causa di critiche o situazioni svalutanti, questo genera un forte senso di frustrazione e minaccia. Un basso status è infatti correlato ad una più alta produzione di cortisolo, l’ormone dello stress e dell’ansia.
Al contrario, complimenti e riconoscimenti (soprattutto pubblici) aumentano la sensazione di autostima, innescando un circolo virtuoso.
2 – CERTAINTY (= certezza) – DESIDERIO DI CHIAREZZA
Riguarda la possibilità di prevedere il futuro, la chiarezza delle situazioni e la trasparenza delle comunicazioni. La mancanza di previsione richiede al cervello molta più energia rispetto a quando si trova davanti a schemi riconoscibili nel tempo, l’incertezza genera una forte quantità di stress e confusione, e vengono richieste molte più risorse per fronteggiare questo tipo di situazione perché il cervello deve analizzare molti più scenari ipotetici.
Obiettivi ben definiti, chiarezza di ruoli e feedback costruttivi innescano il circuito della ricompensa.
3 – AUTONOMY (= autonomia) – LA LIBERTÀ DI PRENDERE DECISIONI
È il desiderio di avere controllo sulle situazioni, sulle proprie azioni e scelte; le persone sopportano maggiormente una situazione stressante, ma comunque percepita sotto il proprio controllo. Quando sentiamo dei limiti e degli obblighi nei nostri confronti, percepiamo una conseguente perdita di libertà, e ciò attiva una risposta di minaccia.
4 – RELATEDNESS (= Relazione) – IL BISOGNO DI RELAZIONARSI CON GLI ALTRI
Si tratta delle relazioni che costruiamo con le altre persone, stabilendo se davanti a noi ci sono “amici” o “nemici”. Anche questo è un meccanismo strettamente legato alla sopravvivenza. Relazionarci con gli altri riguarda il nostro senso di appartenenza e relazioni positive riescono a ridurre stress e ansia. L’isolamento sociale, al contrario, attiva il circuito legato alla risposta di minaccia, generando emozioni negative e insicurezza.
5 – FAIRNESS (= equità) – LA PERCEZIONE DI GIUSTIZIA
L’equità riguarda la percezione di essere tratti in modo corretto; quando, al contrario, ci sono situazioni di ingiustizia, si attiva il sistema limbico e ciò comporta immediatamente una risposta di minaccia, generando rabbia e frustrazione; diversamente, situazioni di giustizia ed equità attivano le aree cerebrali legate alla ricompensa.
CONCLUSIONE
Questo modello è particolarmente utilizzato nei contesti aziendali quando si parla di neuroleadership, concetto di cui parlo in questo articolo, ma è sicuramente utile anche nella vita di tutti i giorni.
