RECENSIONE E CITAZIONI – IL LUPO DI WALL STREET, di Jordan Belfort

Irriverente, mordace, schietto, senza censure.

Così ci si presenta questa autobiografia dell’uomo protagonista di un caso di frode per cui scontò 22 mesi di detenzione.

Belfort si racconta senza esitazione, dai primi passi nel mondo della finanza ai milioni guadagnati in poco tempo. Racconta del suo matrimonio fallito, dei suoi meravigliosi figli, dei suoi poco raccomandabili colleghi di lavoro, delle bravate, spesso autolesioniste, che caratterizzarono la sua vita quando era conosciuto al mondo come “il Lupo di Wall Street”.

La bella vita fatta di ville, macchine di lusso, jet privati, yacht e donne bellissime, una vita di eccessi e di limiti costantemente oltrepassati, tutto a scapito della salute e della dignità di un uomo che, solo dopo aver toccato il fondo, riesce a riemergere dall’abisso di follia in cui era caduto.

Di chi fidarsi? Di chi dubitare? Ogni pensiero, ogni azione, ogni gesto, tutto diventa parte di una vita che simula una partita a scacchi dove in gioco c’è un intero impero costruito nel corso degli anni.

Jordan è costretto a prendere decisioni a scapito di tutto e tutti pur di rimanere in superficie, camminando sulle teste dei suoi soci, stando attento ai denti pungenti dei pescecani, pronti ad afferrarlo e a divorarlo. Una mente che, come lui stesso spiega, corre più veloce di quella degli altri.

Ma fin da piccolo ero sempre molto più avanti di tutti gli altri bambini della mia età, dal punto di vista intellettuale. Più crescevo, più me li lasciavo alle spalle. […] Non faccio che pormi domande. Soppeso di continuo ogni cosa e tento di prevedere come le mie azioni influenzeranno gli eventi. […] Sembra una partita a scacchi con la propria vita.”

E, quando Jordan ripercorre la parte finale del suo percorso, arriva un monito a non commettere i suoi stessi errori, “a chiunque viva con un cucchiaino nel naso e un cocktail di pillole disciolte nello stomaco, o a qualsiasi persona accetti un dono di Dio e ne faccia cattivo uso; […] E a chiunque pensi che sia affascinante essere conosciuto come un Lupo di Wall Street.”

Jordan rappresenta un eroe negativo che incarna tutti i (dis)valori che vanno contro i principi di amicizia, fedeltà, buon senso, amore per se stessi e per il prossimo. Un personaggio detestato da molti che però desta simpatia in chi legge queste pagine di vita in cui si dipinge non il Lupo, ma l’Uomo di Wall Street.

Una crescita personale affrontata solo perché costretto dalla vita e dalle scelte sbagliate, motivata dall’amore per quei figli che oggi conoscono un padre tenero e presente, non un estraneo che ha capovolto quei valori che, in qualità di genitore, ha insegnato loro.

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CITAZIONI TRATTE DA “IL LUPO DI WALL STREET”

  • Andare avanti, ecco la chiave. Corri più velocemente che puoi e non guardare indietro.
  • “Comunque il punto è che l’amicizia comprata col denaro non dura a lungo; e lo stesso vale per la lealtà.”
  • “[…] E’ come se avessero le manette d’oro. Voglio dire, la verità è che potrei pagarli più di quanto li pago. Ma in quel caso avrebbero meno bisogno di me. Se però li pagassi troppo poco, mi odierebbero. Così li pago quanto basta perché mi amino e abbiano ancora bisogno di me. E finché avranno bisogno di me, mi temeranno per sempre.”
  • “Sono stato ricco e sono stato povero, ma scelgo la ricchezza, sempre. Se sei ricco, quando devi affrontare un problema, almeno puoi farti vedere sul sedile posteriore di una limousine, con un completo da duemila dollari e un orologio d’oro da ventimila! Credetemi, presentarsi in perfetto stile rende molto più facile risolvere i problemi!”
  • “Non datevi altra scelta se non il successo. Lasciate che le conseguenze del fallimento diventino spaventose e impensabili, tanto che non abbiate altra scelta se non fare ciò che occorre per avere successo.”
  • L’imprudenza è un lusso che nessun uomo serio può permettersi.
  • “Sono fermamente convinto che la conoscenza sia potere e che in una situazione come questa l’ignoranza sia la ricetta per il disastro.”
  • Da lupo in veste d’agnello, chi meglio di me sapeva quanto siano ingannevoli le apparenze?

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